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camargue

Camargue
E' con ogni probabilità un cavallo dalle origini molto antiche e alcuni studiosi lo farebbero risalire al cavallo preistorico di Solutré , nei pressi di Lione, ove ai piedi di una rupe furono rinvenuti alcune migliaia di scheletri equini; questi animali venivano cacciati dall'uomo primiti­ vo con un sistema abbastanza raccapricciante: spaventati con urla e grida venivano indotti a fuggire in direzione del burrone, in cui precipitavano, fornendo così una buona scorta di carne. Molto apprezzato da Giulio Cesare, sarebbe stato in epoca abbastanza recente sottoposto a incroci con l'A­rabo e il Berbero. Vive allo stato brado nella regione localizzata alla foce del Rodano; riunito in branchi formati da una quarantina di unit à , sa difendersi dal mistral, il vento freddo che spira dal Nord, chiudendo le narici e piegando la testa in un suo particolare modo. Allo stato domestico è utilizzato dai mandriani dei famosi tori della Camargue, che con esso dividono i pascoli poveri e così poco accoglienti della regione. Il mantello del Camargue è generalmente grigio, per cui viene chiamato dai francesi anche Crin Blanc. La razza è stata omologata solo nel 1967.
Razza: Camargue
Origine: Francia
Altezza al garrese: m 1,34-1,47
Peso: kg 300-400
Struttura: mesomorfo
Mantelli: grigio • baio e baio oscuro (mol­to rari)
Temperamento: tranquillo
Attitudine: sella e basto
Doti: rustico e resistente
Testa: un po' grande a profilo rettilineo o convesso - fronte larga - orecchie picco­ le - occhi grandi ed espressivi - ganasce alquanto pronunciate
Collo: corto e muscoloso - largo alla base - criniera abbondante
Tronco: garrese abbastanza pronunciato - linea dorso-lombare dritta - reni piuttosto lunghe - groppa breve e un po' obliqua - fianchi sviluppati - coda folta e fluente
Spalla: dritta e piuttosto corta
Torace: ampio
Addome: arrotondato
Arti: avambraccio e gamba lunghi - arti­colazione asciutte e resistenti - piede con unghia robusta
Camargue

E' con ogni probabilità un cavallo dalle origini molto antiche e alcuni studiosi lo farebbero risalire al cavallo preistorico di Solutré , nei pressi di Lione, ove ai piedi di una rupe furono rinvenuti alcune migliaia di scheletri equini; questi animali venivano cacciati dall'uomo primiti­ vo con un sistema abbastanza raccapricciante: spaventati con urla e grida venivano indotti a fuggire in direzione del burrone, in cui precipitavano, fornendo così una buona scorta di carne. Molto apprezzato da Giulio Cesare, sarebbe stato in epoca abbastanza recente sottoposto a incroci con l'A­rabo e il Berbero. Vive allo stato brado nella regione localizzata alla foce del Rodano; riunito in branchi formati da una quarantina di unit à , sa difendersi dal mistral, il vento freddo che spira dal Nord, chiudendo le narici e piegando la testa in un suo particolare modo. Allo stato domestico è utilizzato dai mandriani dei famosi tori della Camargue, che con esso dividono i pascoli poveri e così poco accoglienti della regione. Il mantello del Camargue è generalmente grigio, per cui viene chiamato dai francesi anche Crin Blanc. La razza è stata omologata solo nel 1967.
Razza: Camargue
Origine: Francia
Altezza al garrese: m 1,34-1,47
Peso: kg 300-400
Struttura: mesomorfo
Mantelli: grigio • baio e baio oscuro (mol­to rari)
Temperamento: tranquillo
Attitudine: sella e basto
Doti: rustico e resistente
Testa: un po' grande a profilo rettilineo o convesso - fronte larga - orecchie picco­ le - occhi grandi ed espressivi - ganasce alquanto pronunciate
Collo: corto e muscoloso - largo alla base - criniera abbondante
Tronco: garrese abbastanza pronunciato - linea dorso-lombare dritta - reni piuttosto lunghe - groppa breve e un po' obliqua - fianchi sviluppati - coda folta e fluente
Spalla: dritta e piuttosto corta
Torace: ampio
Addome: arrotondato
Arti: avambraccio e gamba lunghi - arti­colazione asciutte e resistenti - piede con unghia robusta