Newsletter Tuttocavallo

Join Our Newsletter

Ricerca Annunci


Stampa PDF
APPALOOSA


Le lontane origini di questo cavallo sono oscure e affascinanti: andan  do indietro nel tempo possiamo con sufficiente certezza indicarne gli antenati in quei cavalli che i conqui stadores portarono nel Nuovo Con  tinente sin dalla fine del XV secolo e che in seguito, abbandonati a se stessi e razziati dagli indiani, tor  narono allo stato brado, come av  venne per il Mustang e il Criollo del Sudamerica. Nel caso dell'Appaloosa per ò , si verific ò l'intervento determinante di una trib ù di pellerossa, i Nezperc é s che vivevano nella regione bagnata dal fiume Palouse (donde appunto il nome della razza). Furono questi indiani, con opportuni incroci, a fissarne i caratteri e a tramandarne la razza ai bianchi dopo il loro completo annientamento a opera dell'esercito statunitense (1877). Proseguendo nella selezione si è giunti nel 1938 alla stabilizzazione dell'Appaloosa. Per tratteggiare una storia delle origini di una razza questi elementi potrebbero essere sufficienti, ma in realtà c'è ancora qualcosa da ag  giungere. Questo cavallo dal caratteristico mantello si ritrova in raffigurazioni cinesi di epoca Thang (secolo VII-X d.C.), in esemplari di arte persiana e, cosa ancor pi ù sorprendente, nelle pitture rupestri di Peche-Merle in Francia, risalenti al paleolitico superiore. Se ne deve allora dedurre un'antica discendenza asiatica dei cavalli portati dai conquistadores, o ci troviamo di fronte al casuale ripetersi di una determinata configurazione del mantello? Qui si pone l'altro interrogativo che è il nocciolo del mistero dell'Appaloosa e che sembra non aver ancora trovato risposta: quali sono i confini tra l'Appaloosa mantello e l'Appaloosa razza? Altri interrogativi di ordine genetico derivano dalla considerazione che i puledri nascono con mantello uniforme, acquistando solo piuttosto tardi le loro macchie caratteristiche che sono sempre di colore diverso da quelle dei genitori. La razza è impiegata dai guardiani delle mandrie e in spettacoli ed esibizioni nei circoli equestri, ma l'Appaloosa merita qualcosa di pi ù che essere considerato un mandriano o un fenomeno da baraccone. Questo cavallo infatti, oltre a essere dotato di una buona azione che è in grado di esprimere soprattutto al galoppo, palesa anche una più che discreta attitudine al salto. Dal punto di vista estetico, mantello a parte, mette in mostra un portamento distinto e forme armoniche, anche se piuttosto raccolte, ma soprattutto una testa molto bella che gli da un'incon  fondibile impronta di nobiltà . Tutto sommato mi sembra che l'aspetto particolare del suo mantello non lo favorisca come cavallo, « mascherando » le sue reali qualità.

Razza: Appaloosa
Origine: Stati Uniti
Altezza al garrese: m. 1,45-1,55
Peso: kg 400-580
Struttura: mesomprfo
Mantelli: caratteristici se ne distinguono sei tipi: fiocco di neve leopardo - ma rezzato - brina - coperta macchiata - coperta bianca
Temperamento: docile e tranquillo - vivace
Attitudine: sella
Doti: agile e resistente
Testa: piccola a profilo rettilineo - occhi grandi e vivaci con sclera ben evidente tutt'intorno alla cornea - orecchie appuntite - ben attaccata
Collo: lungo e ben muscolato - criniera corta e rada
Tronco: garrese poco elevato - linea dorso-lombare breve e dritta - groppa mu scolosa e arrotondata - coda corta con crini radi e a frange irregolari (palmata)
Spalla: lunga e inclinata
Torace: profondo
Arti: solidi - ben muscolati - buono svi  luppo scheletrico e muscolare - zoccoli con striature verticali
Pelle: con zone pi ù o meno vaste grigio- rossastre