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Andaluso

Sull'origine del cavallo Andaluso (generalmente viene indicato come Andaluso quello che pi ù propriamente dovrebbe essere definito cavallo Spagnolo) sono state formulate molte ipotesi: chi lo vuole discendente del Berbero e dell'Arabo, introdotti in Spagna al tempo della dominazione moresca, attraverso incroci ripetuti con soggetti indigeni e in particolare con i pony nativi; chi viceversa lo considera sicuro discendente di quell'Equus iberico incontrato dai romani nelle loro campagne di conquista e passato in epoca preistorica attraverso l'istmo che univa allora i due continenti, l'attuale stretto di Gibilterra, dalla Spagna al Nordafrica dove avrebbe addirittura dato egli stesso origine al Berbero. Senza dimenticare, tra le altre possibili ipotesi, quella delle duemila giumente numide portate in Spagna, per mare, dal cartaginese Asdrubale. Comunque, fra le varie supposizioni la prima resta la pi ù valida. L'Andaluso ha dominato la scena dell'allevamento equino dal XII al XVII secolo imponendo la sua su  premazia, contrastata solo dal cavallo Arabo. La razza Andalusa ha soprattutto influenzato, anche attraverso il cavallo Napoletano che da essa trasse origine, molte delle pi ù illustri razze europee e, mediante gli esemplari portati con s é da Cristoforo Colombo nel suo secon do viaggio nel Nuovo Mondo, tutte le razze americane. Fra le razze europee che maggiormente hanno risentito dell'apporto, diretto o indiretto, del sangue andaluso dobbiamo ricordare: il Lipizzano, il Friesian, l'Hackney, il Kladruber, il Frederiksborg, l'Oldenburg, lo Holstein, l'antico Normanno e l'Orlov. Fra quelle americane la razza che ne ha subito il maggior influsso è senza dubbio il Criollo. Storicamente, l'allevamento vero e proprio si pu ò far risalire a Filippo II, fondatore delle scuderie reali di Cordoba nel 1571. Cavallo molto raccolto nelle forme e di statura piuttosto limitata, dal portamento fie  ro e superbo, ma dal temperamento tranquillo e dal carattere docile, era apprezzato soprattutto per le sue andature assai veloci e particolarmente eleganti. Un suo caratteristico modo di procedere è il cosiddetto « Paso de andatura » , una sorta di passo saltellato, particolarmente adatto alle parate, nelle quali era impiegato. Anche i Ginnetti, cavalli molto apprezzati nel Medioevo, possono tutto sommato essere considerati una variet à dell'Andaluso, e il loro allevamento nella provincia di Granada fu opera delle popolazioni berbere dell'alta Andalusia. Attualmente la razza, soprattutto in seguito alle vicende storiche che hanno travagliato la Spagna negli ultimi secoli, ha subito un deciso ridimensionamento. Va comunque ricordata per l'impronta che ha saputo dare in un passato ormai re  moto e per le tracce che ha lasciato in modo così evidente nelle moderne razze equine. Espressione di epoche tanto lontane dalla nostra concezione di vita, trova ancor oggi nelle corride una ribalta nella quale recitare un ruolo importante nel contesto di una coreografia legata ad antiche tradizioni. Fra gli esemplari di questa razza passati alla storia ricordiamo il morello El Morzillo, forse il pi ù celebre, che fu il cavallo prediletto da Fernando Cortez nella sua impresa di conquista del Messico. 

Razza: Andaluso
Origine: Spagna (Siviglia e J é rez de la Frontera)
Altezza al garrese: m 1,55-1,60 Peso: kg 570 
Struttura: mesomorfo 
Mantelli: baio - morello - grigio - roano -sauro
Temperamento: equilibrato ed energico 
Attitudine: sella 
Doti: buon saltatore 
Testa: profilo talvolta montonino - orecchie piccole con le punte orientale all'infuori - occhi grandi ed espressivi 
Collo: arcuato piuttosto corto - ben attac  cato 
Tronco: garrese prominente - linea dorso-lombare dritta - groppa arrotondata -coda attaccata bassa, folta e fluente 
Spalla: muscolosa e alquanto inclinata 
Torace: ampio e profondo 
Addome: tondeggiante 
Arti: robusti - articolazioni larghe - stinchi e pastorali brevi