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Crisi ippica:il futuro è incero tagli oltre il 60%

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Rivolgendosi al ministro delle Politiche Agricole Mario Cantino, hanno scandito slogan di protesta, indossando una maglietta blu con le scritte ‘Salviamo l’ippica italiana’ o ‘Save italian racing’. (come scritto da www.economiaweb.it). DALLA LOMBARDIA ALLA SICILIA PER UN UNICO SCOPO. La partecipazipne è stata quella delle grandi occasioni con persone provenienti da ogni regione: notevole la presenza dei lavoratori napoletani di Agnano, ma in tanti sono giunti anche dalla Sardegna, dalla Sicilia, dall’Umbria, dalla Toscana, dall’Emilia-Romagna, dalla Lombardia e da tutte le altre piazze in cui si è fatta la storia del trotto e del galoppo.  Sono tutti esasperati dalla crisi oltre che dalla riduzione dei finanziamenti e dalla caduta libera delle scommesse (diminuite del 70% negli ultimi cinque anni) e dei montepremi (ridotti del 40%). Una situazione che non ha precedenti nell'ippica italiana. RISCHIANO 43 IPPODROMI. E ora a rischiare sono ben 43 ipopdromi e 15 mila cavalli da corsa e da trotto a causa dei findi sempre più limitati dall'esecutivo. Numeri che preoccupano e non poco le 50 mila famiglie che vivono nell’indotto dell’ippica. Il numero del comparto ammonta infatti a 48.513 persone, delle quali 42.521 operatori in attività o abilitati (allevatori, proprietari, allenatori, guidatori trotto, fantini galoppo e sella) e 5.992 altri operatori (artieri che lavorano presso gli ippodromi, maniscalchi abilitati, dipendenti degli ippodromi, veterinari, giudici, operatori di scommesse). CHIUSURA IN VISTA PER 2 MILA CIRCOLI IPPICI. Il mondo dei cavalli comprende anche aspetti colaterali quali la produzione di fieno e mangimi, sellerie, trasporto dei cavalli, attrezzature e abbigliamento e prodotti per la salute e l’igiene degli animali.  Ma non è finita qui. Preoccupazione anche nei 2 mila circoli ippici affiliati alla Federazione Italiana Sport Equestri (con 120 mila persone iscritte alla federazione), circa 440 circoli affiliati Fitetrec-Ante (turismo equestre e monta da lavoro con 15 mila iscritti), circa 300 agriturismi affiliati Fitetrec, circa 4.500 ulteriori agriturismi con cavalli, e circa 300 centri che svolgono ippoterapia. SI VA VERSO UNA RECESSIONE DI SISTEMA. Sul fronte dei bilanci, gli operatori hanno confermato che, attualmente, il 33% delle entrate sono derivate dal contributo statale e il rimanente 66% circa ancora dalle scommesse ippiche. Ma per il 2012 si prevede una situazione ben diversa con le risorse messe a disposizione all’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico dimezzate, che ammontano a 235 milioni di euro (invece dei circa 400 milioni a disposizione negli anni addietro). Il contributo statale si prevede possa essere ridotto invece, a 40 milioni di euro. Il rischio default è dietro l'angolo. NON RESTA CHE SCOMMETTERE. Con lo stato sempre più defilato, non resta che puntare sulle scommesse, o meglio, rischiare, visto che il volume di entrate è calato ogni anno del 15-20%, in controtendenza rispetto agli altri giochi. L’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che regola il comparto del gioco, secondo il presidente di Assogaloppo Franco Carnevali potrebbe pensare di «ridurre il prelievo medio sulle scommesse al totalizzatore di 6 punti percentuali (dal 31 al 25%)», oppure «il prelievo medio globale sulle scommesse a quota fissa ad un importo massimo complessivo del 4 per cento, così come avviene del resto per le scommesse sportive e riportare tutta la raccolta delle scommesse ippiche sotto la gestione di un totalizzatore unico». Ma una cosa appare certa: occorre riformare il sistema ippico in Italia, snellendo il numero degli ippodromi attivi e riconvertendo la funzione di quelli non più strategici o che richiedono immissione di denaro fresco per nuovi investimenti.

Venerdì, 13 Gennaio 2012 da Lettera43 Quotidiano on-line Indipendente
Responsabile:Paolo Madron